Via il Green pass dal 31 marzo? La Lega ci prova

Un emendamento a firma di Borghi controfirmato dagli altri membri del Carroccio lega il Green pass alla fine dello stato d’emergenza. Se venisse approvato il Green pass verrebbe cancellato dal primo aprile

La Lega propone un emendamento per rimuovere il Green pass e ogni altra restrizione con la fine dello stato d’emergenza, in scadenza il 31 marzo. A presentarlo è stato il deputato del Carroccio Claudio Borghi. Ma il testo è stato sottoscritto da tutti i componenti leghisti della Commissione Affari Sociali della Camera. E si tratta di una decisione che va a porsi in contrasto con le intenzioni del governo Draghi, che voleva superare gradualmente le restrizioni con un percorso da marzo a giugno. Ma che arriva proprio mentre l’esecutivo programmava di togliere da marzo l’obbligo di Certificazione Verde Covid-19 per gli esercizi all’aperto. Ovvero in primo luogo ristoranti e bar e poi i circoli sportivi.

L’emendamento

L’emendamento di Borghi, di cui parla oggi Il Fatto Quotidiano, ha un testo scarno e preciso: «Le disposizioni in materia di certificazioni verdi Covid-19 sono abrogate a decorrere dalla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 30 gennaio 2020». Se la norma venisse approvata, dal primo aprile semplicemente il meccanismo del Green pass non esisterebbe più. Mentre il governo aveva in programma un decreto per mantenere l’obbligo di certificato fino a giugno, specificando di volta in volta in quali esercizi fosse necessario. «Se non c’è più emergenza, non c’è più bisogno di una legislazione emergenziale anche perché rischiamo di mettere in ginocchio la stagione turistica di Pasqua: se nel mondo non hanno più il pass, non si capisce perché dovremo continuare a tenerlo noi», dice Borghi al Fatto. Specificando di non aver intenzione di ritirarlo, anzi: «Se l’esecutivo persevererà nell’errore, decideremo ma se dirà no contiamo di trovare una maggioranza trasversale che ci ha già permesso di approvare emendamenti di buon senso nonostante il parere contrario di Speranza».

Il governo programma un percorso diverso. Da mandare avanti di pari passo con il calo dei contagi e il ritorno del contact tracing. E che prevede di eliminare l’obbligo del pass rafforzato prima del 31 marzo per tutte quelle attività in cui è previsto all’aperto, dai ristoranti agli stadi, e per quelle in cui serve il Green pass base. Ovvero negozi, servizi alla persona, banche, uffici postali e uffici pubblici. Il 31 marzo l’addio al Green pass potrebbe riguardare i locali al chiuso – cinema, teatri, musei, ristoranti – e mezzi di trasporto locali. La Certificazione Verde Covid-19 dovrebbe rimanere per i viaggi a lunga percorrenza. Ed essere eliminata dai luoghi di lavoro a giugno. Ma l’emendamento della Lega potrebbe portare a un’accelerazione del percorso. Oppure ad altri problemi nella maggioranza.

Fonte open.online

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