“Scrivono morti di Covid anche quando non lo sono. Perché? Per soldi”: l’agghiacciante servizio Rai e le testimonianze shock di medici e sanitari

Agghiacciante servizio di Rai 2 sul modo di conteggiare i morti Covid in Italia: le testimonianze shock di un medico e di un sanitario

Se ne parla da settimane. Lo fanno anche tanti medici, esperti, politici, “virologi-star”. Solo da poco, però. Chi lo faceva prima veniva tacciato di essere complottista e no vax, ma in realtà si poneva dei dubbi legittimi e che solo adesso stanno uscendo fuori. Il riferimento è al conteggio dei morti Covid in Italia. Sono tutti “per” Covid, o tanti sono “con” Covid? Sembrano sovrastimati, lo sono rispetto a tanti paesi europei. Eppure c’è un’altissima percentuale di vaccinati, con tanto di terza dose (per tanti), e sono iniziate le prescrizioni delle prime pillole antivirali.

Un agghiacciante servizio di Rai Restart, su Rai 2, mette però in luce la gravissima situazione. La confessione alla giornalista Valentina Noseda arriva direttamente da un medico che svolge il ruolo di dirigente in un ospedale romano: “è frequente che venga scritto sulla cartella che un paziente è morto di Covid quando in realtà non lo è. A che scopo? Perché salga il numero dei positivi. La stessa cosa accade con i ricoveri: se un malato oncologico viene ricoverato, anche se non ha sintomi ma è positivo, diventa immediatamente un paziente Covid. E’ gravissimo che trasferiscano un malato di tumore in una struttura Covid, può essere come mandarlo alla morte, ma è così. A che tutto questi positivi? A fare soldi”. “Lei capisce – prosegue il medico, rimasto anonimo – che uno che mi entra in ospedale con una gamba rotta e poi risulta positivo non mi costa quelle cifre se non ha sintomi. Chi ci guadagna? L’ospedale prende dei rimborsi in proporzione al numero di ricoveri. Ci sono interessi di soldi, potere, avanzamento di carriera. In alcune strutture ospedaliere si alterano i dati perché sperano che dimostrandosi in sofferenza per il Covid possano mettere le mani più facilmente sui soldi del Pnrr. Si stanno organizzando anche per assumere nuovo personale nonostante non sia previsto. I positivi servono per alimentare il sistema“.

Dichiarazioni forti, pesantissime. E’ come se si trattasse di un vero e proprio business. In Gazzetta Ufficiale sono indicati i costi di degenze e maggiorazioni previste per i malati Covid: 3 mila euro per i ricoveri in area medica e oltre 9 mila per ogni paziente in terapia intensiva. “Io entro per una qualsiasi patologia, anche una caviglia rotta, e staziono 3-4 giorni in ospedale. Poi mi faccio il tampone, risulto positivo e le mie giornate di degenza cambiano tabella economica. E’ un’assurdità, ma è legale”, afferma Giuseppe Conforzi, della Uil Fpl Lazio.

“Il Covid per i privati è un business. Quello che succede in ambito privato è molto grave, a noi sono arrivate richieste dall’alto, da direttori generali e sanitari, di alterare le cartelle cliniche scrivendo magari che il tampone è positivo. Per l’ospedale, su 10 morti, 7 sono Covid, è già deciso”, è la confessione di un sanitario rimasto anonimo. E’ così che si chiude il servizio: in maniera agghiacciante, incredibile. Dichiarazioni da non credere, ma sono reali.

Fonte Caserta News di Consolato Cicciù

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