Pfizer ha scelto l’ospedale di Genova per la ricerca sui vaccini

Fonte AGI Agenzia Italia

L’indagine ha l’obiettivo di aumentare le evidenze scientifiche circa la tollerabilità e la sicurezza del primo anti-Covid

AGI – Il centro di ricerca dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova è stato l’unico in Italia scelto per uno studio approvato dai Comitati etici sia nazionale che ligure, validato dall’Ema (l’Agenzia europea del farmaco) e commissionato da Pfizer/Biontech su cittadini sottoposti alla vaccinazione anti Covid.

L’indagine, coordinata a Genova dal professor Giancarlo Icardi, referente regionale dell’Istituto Superiore di Sanità e direttore del Dipartimento di Igiene del Policlinico, coinvolgerà complessivamente 20 centri e 14mila persone in tutta Europa, in particolare in Germania e in Spagna, con l’obiettivo di aumentare le evidenze scientifiche circa la tollerabilità e la sicurezza del primo vaccino reso disponibile nel nostro Paese.

La fase di arruolamento da parte del Policlinico è iniziata prima di Natale e si concluderà in primavera: hanno già aderito oltre 160 volontari, vaccinati con la prima dose. “La metodologia scelta è quella osservazionale – spiega Icardi – la stessa utilizzata ad esempio per gli studi coordinati da Ema o Aifa sui vaccini antinfluenzali, che cambiano ogni anno in funzione del virus, per dimostrare l’assenza di variazioni in termini di tollerabilità e sicurezza. Non dobbiamo dimenticare che i vaccini sono tra i farmaci piu’ controllati, essendo somministrati per la gran parte a soggetti sani per prevenire l’insorgenza della malattia e soprattutto delle sue pericolose complicanze”.

Lo studio, aggiunge il referente ligure del’Iss, è “molto importante perchè prevede una sorveglianza attiva, per cui, in modo semplice e immediato attraverso la App sul proprio cellulare, il volontario viene invitato periodicamente a rispondere ad alcune domande specifiche, segnalando eventuali effetti collaterali o qualsiasi altro sintomo. In considerazione del numero sempre maggiore di persone vaccinate grazie alla poderosa campagna in atto, l’ipotesi futura è di coinvolgere non solo i soggetti con la prima dose, ma anche coloro che effettuano la dose booster per rassicurare la popolazione sui richiami periodici”

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