PAPA E ANTIPAPA:INCHIESTA – IL NUOVO (ANTI) PRESEPE DELLA PACHAMAMA DI BERGOGLIO

Fonte byoblu.com

Nostalgia. Una volta era più divertente: bisognava scavare, svolgere una ricerca appassionante, consultare libroni ed esperti… Come ai tempi dell’avventura di “Maria che scioglie i nodi”, QUI il culto propalato da Bergoglio in tutto il mondo che scoprimmo possedere un preoccupante e inaspettato retroterra magico-esoterico-massonico.

Torna in mente anche il sottile collegamento alchemico del suo “San José dormido”, QUI , o la coinvolgente e laboriosa ricerca sulla sua croce pettorale col Buon Pastore dei massoni Rosacrociani QUI che Sua Eccellenza sostituì, appena una settimana dopo, con una croce ortodossa. Figuriamoci una cattolica. Così come – sempre ai Rosacroce – scoprimmo appartenere la rugiada inserita inspiegabilmente nel nuovo messale QUI .

Ora, invece, sta diventando tutto troppo facile, troppo evidente. Non c’è più gusto. In 15 secondi netti abbiamo trovato, a colpo sicuro, il nuovo inghippo anticattolico del “presepe” vaticano la cui inaugurazione ha avuto luogo oggi pomeriggio in Piazza San Pietro. Spiega Vatican News: “Arriva dal villaggio di Chopcca nelle Ande, la Natività che verrà allestita per Natale. Sarà composta da più di 30 pezzi e realizzata da cinque famosi artisti di Huancavelica…”.

Ricerca su Google immediata: “Chopcca-Pachamama”. Tàc. Ecco, leggete con noi QUI a pag. 198 il volume “Los Chopcca de Huancavelica”, edito dal Ministero della Cultura del Perù: “Nonostante l’intenso lavoro pastorale di entrambe le dottrine cristiane – cattolica ed evangelica – LE PRATICHE RITUALI PRECRISTIANE CHOPUCHE NON SONO STATE SRADICATE. Dipendente dalle forze della natura, RIMANE tra gli abitanti del villaggio la concezione del mondo presieduto da Apus o Wamanis, SPIRITI che vivono sulle colline, e dalla PACHAMAMA, entità che sono ESPLICITAMENTE MENZIONATE NEI LORO RITUALI. L’Apus maggiore della zona, Qaparina e Cobremina, sono le colline più alte della regione, alle quali si rende omaggio con cerimonie e riti durante le feste del ciclo produttivo. Nella herranza o Santiago, viene eseguito il pagapu, un rituale in cui si fanno offerte al dio Apu o a PACHAMAMA per la protezione dei loro animali. Rituali simili vengono eseguiti durante la semina, il raccolto e altre attività che richiedono l’aiuto e la protezione delle divinità andine. È notevole che la PRINCIPALE VITTIMA CULTURALE della predicazione evangelica (protestante n.d.r.) non siano state le feste del ciclo produttivo, dove gran parte della cosmovisione andina è perseguitata dal Cattolicesimo fin dall’epoca coloniale, MA PRECISAMENTE LE FESTE RELIGIOSE CATTOLICHE”.

Quindi, mentre l’anno scorso vi siete gustati l’orripilante presepe esoterico-massonico conciliare in ceramica di Castelli QUI (che ingiustizia per la cittadina abruzzese QUI) col guerriero cornuto col teschio in fronte QUI (tipico personaggio natalizio, no?) quest’anno vi tocca il PRESEPE PACHAMAMICO, un omaggio all’ultima popolazione al mondo che trattiene con le unghie e coi denti questo sanguinario culto pagano al quale vengono sacrificati cuccioli di lama e al quale, si dice, una volta venissero offerti sacrifici umani. Infatti, su circa 20 animali presenti ci sono almeno OTTO LAMA in processione.

Con tutti i villaggi del mondo da cui si poteva prendere a prestito un presepe, proprio questo, dove, per giunta, le feste cattoliche sono state sbaragliate dal Protestantesimo lasciando spazio alle divinità pagane. Nient’altro?

Per saperne di più, leggete la nostra intervista all’antropologo Antonino Colajanni e dello storico boliviano Damiàn Galeròn QUI

Ora, nonostante le fumisterie gesuite sull’”inculturazione”, sappiate che la Pachamama è, per forma e contenuto religioso, la PERFETTA ANTI-MADONNA. Nulla giustifica continuare a propalarne l’antico culto, dato che in Sudamerica, è stato soppiantato ampiamente, e da secoli, dalla veneratissima Vergine di Guadalupe.

Ora, se Maria è considerata dai credenti la Regina del Cielo, la Vergine, la “tutta-bella”,  la Donna vestita di sole, avvolta in un manto stellato, che accoglie il Verbo nel suo seno e che spande grazie spirituali agli uomini di buona volontà, se la Madonna è Colei che ha dato alla luce il Salvatore che si è sacrificato per gli uomini, la Pachamama è, all’opposto, la dea pagana della Terra, nuda, spigolosa, scarna, affamata, che pretende crudeli sacrifici animali (e forse umani, una volta) per fornire in cambio beni materiali: le messi e i raccolti. Qualcuno dice che sarebbe anche incinta dell’Anticristo, ma non ci spingiamo a tanto anche se, dopo tutto, il sincretismo religioso è un processo “tecnicamente” anticristico. La definizione viene infatti data da San Giovanni: è Anti-cristo chi non riconosce Gesù come figlio di Dio. E se nel sincretismo tutte le religioni devono essere uguali, ovviamente, buonanotte alla divinità di Gesù, con tutti gli annessi e connessi. Capite? Logica elementare.

Con tutto il rispetto per le religioni andine, l’iconografia di Pachamama e il suo culto costituiscono, quindi, di fatto, un macroscopico rovesciamento della figura di Maria, alla quale nella Sua Festa dell’Immacolata, l’8 dicembre, Bergoglio ha dedicato appena un cestino di rose bianche, (forse del costo di 50 euro?) lasciate lì, sulla balaustra del monumento in Piazza di Spagna nel buio di un’alba tetra e solitaria. La scusa era “evitare gli assembramenti”, che tuttavia non sembravano preoccupare Bergoglio un paio di giorni prima a Cipro e in Grecia, visti i bagni di folla. Un Covid a corrente alternata, dunque.

Insomma, una ripetitività desolante. Si stanno lasciando andare, non ci provano nemmeno più a mascherare una condotta perfettamente coerente col noto programma: il culto mariano, insieme alla Transustanziazione, essendo precipuamente identitari del Cattolicesimo, vanno tolti di mezzo, dato che, come ha dichiarato Bergoglio a La Stampa il 13 marzo 2021 QUI   Non bisogna sprecare la crisi, ma impiegarla per costruire un Nuovo Ordine Mondiale”. Se lo dice lui, possiamo credergli.

Infatti, per questo progetto massonico occorre una nuova religione sincretista che mandi in soffitta tutto l’armamentario cattolico.  Un’operazione affascinante, ma molto rischiosa dato che, stando almeno alle “previsioni degli specialisti”, dal profeta Daniele fino a Padre Pio, non dovrebbe finire benissimo. Infatti, come abbiamo dimostrato in 44 capitoli di inchiesta (mai smentita) che troverete QUI in fondo, c’è già un problema irrisolvibile: Bergoglio non è il papa in quanto Benedetto XVI non ha mai abdicato, per cui niente di quanto da lui operato in otto anni è valido. Stiamo parlando, quindi, di aria fritta.

A proposito, se volete sentire il vero papa sulla Festa dell’Immacolata, rifatevi le orecchie e – per chi è credente – l’anima, con questo luminoso intervento del Santo Padre Benedetto dell’8 dicembre 2012. QUI

“La voce di Dio – insegna il Papa – non si percepisce rimanendo in superficie, ma scendendo a un livello più profondo dove le forze che agiscono non sono quelle economiche e politiche, ma quelle morali e spirituali. E’ lì che Maria ci invita a scendere a sintonizzarci con l’azione di Dio”.

(Altro che sacrifici di cuccioli di lama). Colpisce questo appello di Benedetto XVI, a poco più di due mesi dal suo ritirarsi in sede impedita, restando papa celato sotto l’inesistente papato emerito.

E infatti, per capire il suo “Piano B”, bisogna esattamente rinunciare (almeno interiormente) ai propri interessi materiali, alle rendite di posizione, alle lusinghe bergogliane, agli 8 x 1000… Bisogna scendere nel silenzio, dove agisce la pura e disinteressata intelligenza logica, quella del Logos, il Verbo incarnato. Solo con concentrazione, spirito di verità e ragione si potrà capire la questione sintonizzandosi con l’azione del Vicario di Cristo.

E non riteniamo casuale che, come ci segnala la lettrice Anna Maria Conti, il Santo Padre, proprio ieri, abbia voluto comparire in una foto tenendo in mando un VERO PRESEPE:

Cattolici: vi dovete svegliare.

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