Obbligo green pass: “Concorrenza sleale e dipendenti no vax mettono commercio in ginocchio”

Certificazione necessaria per l’accesso ai negozi mentre in alcuni supermercati si vende di tutto: “Due pesi e due misure incomprensibili”

Concorrenza sleale e dipendenti no vax mettono in crisi il commercio”. E’ questa in sintesi la posizione di Lucio Sindaco, presidente provinciale di Confcommercio Caserta, sull’entrata in vigore dell’obbligo di green pass per l’accesso in alcune attività commerciali e sui dipendenti over 50, per i quali dal prossimo 15 febbraio scatterà obbligo di certificazione verde ‘rafforzata’ per recarsi al lavoro. 

“Dal 1° febbraio – spiega Sindaco – c’è l’obbligo di esibizione del green pass per l’accesso in alcune tipologie commerciali da cui sono esclusi, ad esempio, le attività che vendono generi alimentari. Succede, però, che in alcuni store vengano venduti non solo generi alimentari ma anche capi d’abbigliamento, utensili vari, libri, dvd per i quali, negli esercizi specializzati, l’utenza può accedere solo previa esibizione della certificazione verde. Così si fanno due pesi e due misure andando a penalizzare esclusivamente i piccoli esercizi di vicinato”. 

Un vero e proprio corto circuito quello innescato dalla nuova norma entrata in vigore martedì. In pratica se da un lato è necessario il green pass per l’accesso ai “negozi al chiuso” dall’altro non serve per alcune tipologie commerciali senza che ci siano limiti sul tipo di merce da vendere (e quindi da acquistare). In altre parole si può comprare tutto quello che è esposto sugli scaffali: “non come quando eravamo in lockdown con molte attività chiuse e con i reparti dei supermercati che venivano interdetti per evitare fenomeni di concorrenza sleale”, dichiara Sindaco. 

Ma non solo. Fra meno di due settimane le aziende avranno anche un altro grattacapo: quello dei dipendenti over 50 non vaccinati che quindi non potranno recarsi al lavoro. “Il problema è che l’impianto legislativo è carente – sottolinea Sindaco – La sanzione da 100 euro per chi non si vaccina nonostante l’obbligo è ridicola rispetto all’inadempimento. Le aziende dovranno fronteggiare un danno sicuramente maggiore rispetto alla semplice non retribuzione del dipendente over 50 no vax, trovandosi con organici ridotti e con problemi enormi se queste figure rivestono ruoli chiave”. 

Secondo le stime di Confcommercio la percentuale di dipendenti over 50 non vaccinati nelle aziende casertane è piuttosto bassa: “prossima all’1% su una platea di circa 20mila dipendenti di aziende prese in esame”, sottolinea Sindaco. “Da una verifica – prosegue – ci sono più manager tra gli over 50 non vaccinati che dipendenti in ruoli operativi. L’augurio è che queste persone si vaccinino prima della scadenza ma ci saranno sempre degli irriducibili che creano problemi alle aziende per cui lavorano”, conclude il presidente di Confcommercio. 

di Attilio Nettuno – casertanews

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