«L’Italia entra in una guerra mondiale con un semplice decreto, stile restrizioni Covid»

«Abbiamo deciso di partecipare a quella che potrebbe essere la terza guerra mondiale con un semplice decreto». Lo scrive Maurizio Belpietro nel suo editoriale su La Verità di oggi 28 febbraio 2022.

«Sì, nonostante l’articolo 11 della nostra Costituzione ripudi l’uso delle armi «come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», il nostro governo con una semplice ordinanza del presidente del Consiglio si appresta a fornire all’Ucraina materiale bellico. Con un ponte aereo, in forza degli articoli 3 e 4 del Patto atlantico, l’Italia sarebbe pronta a mettere a disposizione dell’esercito di Kiev mitragliatrici, munizioni, lanciarazzi e – sentite un po’ – perfino l’assistenza di 1.350 militari dei nuclei speciali. Lagunari, paracadutisti, alpini e incursori del Comsubim, ossia del reparto d’élite della Marina militare, non saranno inviati in Ucraina, ma in Romania e Ungheria, ai bordi del conflitto. Ufficialmente il nostro Paese non ha dichiarato guerra alla Russia, ma è come se lo avesse fatto». Fa notare il direttore de La Verità.

«Nella completa ignavia del Parlamento, che pare preoccupato solo di discutere di leggi elettorali, ius soli e norme pro gender, l’esecutivo che appena un anno fa fu incaricato di portarci fuori dall’emergenza Covid, ci sta portando sull’orlo del baratro, in un’emergenza che non è più sanitaria ma militare. Certo, siamo in buona compagnia, perché al nostro fianco si sono allineati l’America, l’intera Europa e perfino il Giappone. Tuttavia, la decisione di schierarci apertamente contro l’aggressione della Russia, sostenendo militarmente e finanziariamente l’Ucraina, ho la sensazione che non sia stata valutata a pieno e che, soprattutto, non siano state considerate fino in fondo le conseguenze» poi sottolinea che qualora il Cremlino non venisse isolato e passasse alle maniere forti non più solo contro Kiev, ma anche contro l’Europa i rischi potrebbero essere devastanti.

«Ieri Aljaksandr Lukašenko, presidente della Bielorussia e alleato di Putin, ha detto che la Russia avrebbe messo in allerta la difesa nucleare e la notizia è stata confermata da Mosca. In pratica, pur di concludere la campagna militare contro l’Ucraina, respingendo le pressioni dell’Occidente e l’accerchiamento dell’America e della Ue, lo zar del Cremlino sarebbe pronto anche a scatenare la terza guerra mondiale, usando, se necessario, le bombe atomiche».

«L’Italia – prosegue Belpietro – si è uniformata alle sanzioni internazionali volute dagli Stati Uniti contro la Russia e dunque adotterà il blocco delle transazioni finanziarie contro Mosca. Però il problema non è se sia giusto o meno usare l’arma dei trasferimenti bancari e nemmeno se sia legittimo partecipare a un conflitto per procura, ovvero combattere Putin per interposta persona, armando le mamme e i pensionati ucraini che, grazie al nostro sostegno, si stanno arruolando nella milizia volontaria. La questione non è neppure che, stando comodi nei nostri salotti, mandiamo al massacro dei civili, i quali combatteranno ad armi impari contro i carri armati russi. No, il tema di fondo è che per decreto stiamo entrando in guerra. Una guerra asimmetrica, combattuta a colpi di conti correnti bloccati e di forniture di gas che potrebbero essere sospese per rappresaglia, di yacht sequestrati e di missili che colpiscono le città. Tuttavia una guerra vera, che finora si ferma ai confini dell’Ucraina, ma che in un attimo, per come ci stiamo comportando, potrebbe vederci coinvolti».

«Ribadisco, a scanso di equivoci, in quanto la mamma degli stupidi è sempre incinta. Non tifo per Putin – ci tiene a sottolineare Belpietro – ma non faccio neppure la guerra con il sangue degli altri. Questa è una guerra vera, alle porte di casa nostra. È una guerra che abbiamo sottovalutato e forse perfino armato. E continuiamo a sottovalutare e armare. La mia domanda è semplice: fino a quando? Fino a che punto siamo pronti a spingerci in questo gioco che rischia di incendiare il mondo? Qual è il prezzo che siamo disposti a pagare per fermare Putin e assecondare un gioco a cui di certo noi non volevamo e non abbiamo interessi a partecipare? Forse qualche costituzionalista di passaggio sarà pronto a sostenere che per decreto si possono inviare al fronte, senza passare dal Parlamento, alcune migliaia di soldati. Ma alle domande che vi faccio non possono rispondere né un decreto del presidente del Consiglio né un professore anche se ha vestito i panni del giudice della Consulta. Le guerre, infatti, non si decidono a tavolino, scoppiano e basta e poi ammassano cadaveri che nessuno aveva previsto», conclude La Verità.

Fonte lapekoranera.it

SCARICA il Brano con una piccola donazione di 1,99

ISCRIZIONE NEWSLETTER RIMANETE AGGIORNATI

Scritto da /

Lascia un Commento

Your email address will not be published.

Start typing and press Enter to search

18.988.441-ACCESSI AL SITO