Quarta dose già dal primo marzo: chi deve farla e quando. Speranza scatena Figliuolo

Il governo tira dritto, col generale in testa. Continuando ad ignorare i proclami di molti scienziati e di tantissimi virologi che ora fanno dietrofront, dà il via alla somministrazione della quarta dose già dal prossimo 1 marzo. Secondo il commissario straordinario all’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, “in questa fase – ha spiegato – il ministero ha diffuso la circolare basata sulle indicazioni dell’Aifa, ma sono ancora da definire i dettagli sulla definizione precisa della platea che riceverà la quarta dose”. Quel che è certo, spiega Figliuolo, è che le somministrazioni saranno: “abbastanza estensive”. Tradotto? Sarà il solito meccanismo: diranno che inizialmente è solo per i soggetti fragili, poi come già anticipato da Speranza, verrà estesa a tutta la popolazione. 

Ci si chiede ancora, però, quale sia il senso. La terza dose si è rivelata un vero flop contro Omicron, e la grande maggioranza degli scienziati insiste a spiegare che serve – se mai – un vaccino nuovo, perché questo non può nulla contro la variante. È come acqua calda. E allora se già la terza dose non è servita a nulla perché insistere addirittura con una quarta? Questo è accanimento. La circolare sul booster firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza riserva la quarta dose in via prioritaria “ai soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria, per cause legate alla patologia di base o a trattamenti farmacologici e ai soggetti sottoposti a trapianto di organo solido”.

Tenendo conto dell’attuale situazione epidemiologica, in cui il virus continua a circolare nel nostro Paese, è “raccomandata ai soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria la somministrazione di una dose di vaccino a mRNA, come richiamo (booster) di un ciclo vaccinale primario articolato su tre dosi (ciclo primario standard più dose addizionale)” purché “sia trascorso un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla dose addizionale”.

Vengono considerate – si legge infine nella circolare – “le attuali evidenze che, a fronte di una riduzione di effetto protettivo e durata dell’ immunizzazione dopo il ciclo vaccinale primario nei confronti della variante Omicron, rivelano comunque elevati livelli di efficacia e sicurezza della dose booster nel prevenire forme sintomatiche, ricoveri ospedalieri e decessi correlati al Covid-19”.

Fonte ilparagone.it

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