Biella, in coda per denunciare Draghi e in biblioteca il blitz dei No Pass

Fonte La Stampa – di Mauro Zola

Sono stati una dozzina i no vax biellesi del gruppo «Articolo 3» (chiaro il riferimento alla Costituzione) che stamattina si sono dati appuntamento fuori dalla caserma dei carabinieri di via Fratelli Rosselli e messi in coda per poi presentare ognuno una denuncia nei confronti del presidente del consiglio Mario Draghi. A preparare per tutti la querela già prestampata un avvocato di Genova. Draghi sarebbe accusato sulla base dell’articolo 610 del codice penale che recita «chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni». Il tutto riferito ai vari decreti per evitare la diffusione del coronavirus. Un’azione dimostrativa organizzata dal gruppo biellese, il cui nome si confonde tra le decine di altri simili proliferati sul web, che pare aver poche speranze sotto il profilo legale, organizzata non a caso in questi giorni, perché come spiegano i promotori sempre via social «dal 20 non si potrà più agire in giudizio per la propria tutela personale, in quanto per potervi accedere bisognerà esibire l’infame tessera verde».

Pochi di più i no vax e no Green Pass biellesi che hanno partecipato all’iniziativa del «gruppo giovani» (l’età media dei partecipanti era comunque piuttosto alta), formatosi all’interno del comitato gruppi di resistenza biellesi, e si sono quindi recati ieri pomeriggio davanti alla biblioteca per manifestare contro il divieto di accesso senza Pass. Qualcuno ha letto seduto fuori dall’ingresso, altri hanno impugnato fiaccole, molti si sono presentati senza mascherina nonostante sia diventata un obbligo, nessuno è stato multato. Curioso che la biblioteca abbia sentito quasi il bisogno di giustificarsi per aver applicato le regole, esponendo fuori cartelli in cui si precisava che i libri sono sempre stati disponibili per tutti. Chi non può entrare perché privo del Green Pass può infatti richiederli e restare all’esterno. «Secondo me tutti si dovrebbero vaccinare – spiega l’assessore Massimiliano Gaggino –, ma il nostro è un servizio e come tale deve essere disponibile per tutti. Certo rispettando la legge e senza fare eccezioni. Credo per questo che una protesta simile contro la biblioteca sia quasi un’offesa».

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