A settembre i prof no vax possono tornare in classe: “Esaurito il periodo di emergenza”

Il personale No-vax è pronto a tornare al lavoro nelle scuole dal prossimo 1 settembre. Tutte le strutture scolastiche hanno infatti ricevuto ieri la comunicazione da parte del ministero dell’Istruzione. Professori, bidelli e amministrativi che hanno deciso di non sottoporsi al vaccino anti-Covid non dovranno più restarsene a casa: è decaduta la sospensione. All’interno della comunicazione vi sono anche le indicazioni per avviare l’anno scolastico, che decorrerà dal primo settembre, per poi vedere il ritorno degli studenti sui banchi il 15 settembre. Sono più o meno le stesse linee guida che già erano state comunicate dal ministero ai primi di agosto. L’obbligo vaccinale per poter lavorare all’interno delle scuole è quindi decaduto ed è stato messo nero su bianco.

Erano stati lasciati a casa

Ricordiamo che dal dicembre del 2021 erano stati sospesi tutti gli insegnanti che avevano deciso di non vaccinarsi, non per motivi di salute, ma proprio per scelta personale. Coloro che avevano deciso di non aderire alla campagna vaccinale erano rimasti quindi a casa, senza percepire lo stipendio, sostituiti sui banchi di scuola da supplenti. Lo scorso aprile il ministero aveva deciso di riprenderli in servizio, senza però permettere loro di tornare in classe. Per motivi di sicurezza, i docenti che non erano vaccinati non potevano entrare in contatto con gli alunni. Invece dell’insegnamento però potevano avere altre mansioni, come per esempio addetti alla biblioteca scolastica o alla preparazione delle lezioni.

Cosa cambia adesso

Dal giorno di chiusura dell’anno scolastico, lo scorso 15 giugno, non si era ancora capito con esattezza se a settembre avrebbero potuto rimettere piede in classe. Ieri è finalmente arrivata la comunicazione dal ministero che ha sciolto ogni dubbio affermando che l’obbligo vaccinale per il personale scolastico è decaduto. Nella nota viene spiegato che “dalla ricostruzione fin qui effettuata si evince che le richiamate disposizioni emergenziali, alla data in cui si scrive in vigore in ambito scolastico, esauriscono la loro validità al 31 agosto 2022 e, in assenza di ulteriori specifiche proroghe o rinnovi, non prolungano i loro effetti nel prossimo anno scolastico 2022/2023”. Naturalmente, non è escluso che, nel momento in cui la curva epidemiologica dovesse tornare a salire, non vengano presi in considerazione altri provvedimenti. A questo penserà probabilmente il prossimo governo.

Via anche la mascherina in classe

Anche l’obbligo di indossare la mascherina a scuola per il momento è decaduto. A continuare a indossare la protezione facciale saranno solo i soggetti fragili che corrono il rischio di contrarre il Covid e di svilupparlo in una sintomatologia grave. Le altre norme restano però ancora vigenti. Chi ha sintomi influenzali o febbre superiore ai 37,5 gradi non potrà accedere nelle scuole. Norme anti-Covid, e anche quelle della buona educazione, vogliono che non si tossisca o starnuta in faccia ai compagni, e che le mani vengano igienizzate spesso.
arà compito delle strutture scolastiche provvedere alla sanificazione, sia ordinaria che straordinaria, delle aule in presenza di uno o più casi di positività, e a disporre frequenti ricambi d’aria, lasciando le finestre aperte. Con l’abbassamento delle temperature il problema tornerà a farsi sentire, soprattutto nelle regioni del Nord Italia. I dirigenti scolastici, come richiesto nella circolare, dovranno anche monitorare la qualità dell’aria che entra dalle finestre aperte, per evitare che non sia inquinante se nei pressi di una strada trafficata o di un parcheggio, controllare che negli istituti venga rispettato il divieto di fumare, e che i prodotti per detergere i pavimenti siano di qualità.

di Valentina Dardari 

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